a cena con me

domenica 26 novembre 2017

La battaglia dei canederli

La battaglia di cui vi parlerò oggi si svolge fra Innsbruk e Vipiteno, fra Austria e Italia a colpi di canederli. Trovandomi infatti in Tirolo per visitare i mercatini di Natale non ho potuto non fermarmi ad assaggiare questo piatto delizioso. Così ho mangiato i canederli sia da una parte che dall'altra del confine.

Innsbruk


I canederli di Innsbruk li abbiamo mangiati da Stiftskeller, un grazioso localino tipico che si trova nel centro storico. Qui ho apprezzato il fatto che si potesse prendere il tris di canederli: al formaggio, allo spek e agli spinaci in modo da poterli assaggiare tutti e devo dire che l'impasto dei medesimi l'ho trovato veramente fatto bene, morbido e saporito. Si scioglievano in bocca...e i sapori si sentivano tutti senza che l'uno sovrastasse l'altro. Veramente deliziosi.

Vipiteno


A Vipiteno invece abbiamo pranzato al Mondshein hotel Mezza luna. Anche qui canederli ovviamente, non in tris di primi ma in tris di portate.  Infatti come primo piatto avevamo dei canederli al formaggio (abbinati a degli spatzle). Di questi canederli dall'impasto più consistente di quelli austriaci mi è piaciuto da morire il burro fuso del condimento, talmente buono che ho fatto "scarpetta". I canederli e il burro sono un matrimonio d'amore. Questo è imprescindibile!


Canederli al formaggio con burro fuso e spatzle di spinaci

La peculiarità di questo ristorante è che ha presentato i canederli anche nelle portate successive. Infatti, il secondo piatto, lo stinco di maiale è stato accompagnato da un canederlo di carne fatto con il pollo che ho trovato molto originale.

Stinco di maiale arrosto con rafano, patate al forno e canederlo

Ma la vera particolarità sono stati i canederli dolci. Una pallina il cui involucro mi ricordava lo strudel, ripiena con un'albicocca e servita su un letto di crema. Mi ha piacevolmente sorpresa.


Canederli dolci all'albicocca

E' stata una bellissima battaglia a colpi di sapori, ingredienti diversi, fantasia e in origine del piatto necessità. A questo punto volete sapere chi ha vinto???
Io una mia idea me la sono fatta e non è così scontata. A voi non resta che andare da Stiftskeller in Innsbruk e da Mondshein in Vipiteno per scoprirlo.

"Cenare. Mangiare un pasto ricco in buona compagnia si distingue dalla pura e semplice nutrizione..."
(Ambrose Bierce, Dizionario del tavolo)





domenica 19 novembre 2017

A cena in Madagascar


Il rumore delle onde dell'oceano che si infrangono prepotentemente sulla sabbia dorata, l'aria  profumata dai fiori di ylang ylang, i canti degli uccelli e degli animali che abitano in questa terra fanno da cornice alle cene del nostro viaggio in Madagascar. Ci troviamo a Nosy be, un'isola per la verità molto turistica che si trova a nord ovest del Madagascar (grande terra).


Questo è il ristorante del nostro villaggio (Voi Amarina resort), un enorme boungalow che si apre sul giardino rigoglioso fronte piscina- fronte mare.



Alla sera si può anche mangiare fuori e questa sopra è la vista di cui si può godere. Ora viracconterò la mia esperienza...


La tavola apparecchiata sempre con il tocco romantico dei meravigliosi fiori del giardino e tutto intorno a noi grandi buffet di ogni genere. Dalle verdure cucinate in diverse maniere, ai piatti preparati alla maniera malgascia come ad esempio il riso al cocco, fino ad arrivare alla pasta. Si avete capito bene, pasta corta e spaghetti tutti i giorni e la scelta dei sughi per condirli, sempre presente quello al pomodoro e basilico e poi altri due a discrezione dello chef. Inoltre non è mai mancata la pizza al taglio.


Onestamente ho trovato tutto molto buono e sono rimasta sorpresa della cottura della pasta sempre al dente, ma ho trovato superlativo il pesce alla griglia ogni volta diverso, sempre freschissimo, tagliato e preparato al momento davanti ai nostri occhi.


E poi lo zebù... questa mucca con la gobba... buonissima, dal sapore un pochino più forte del manzo  cucinata meravigliosamente dallo chef Ramon. Tenera e saporita, alla brace, in spezzatino e perfino gli ossi buchi di cui mi dispiace non avere una fotografia.



Infine ...un elogio ai dessert sempre al cucchiaio preparati con la succulenta frutta del luogo. Suggerisco a tutte le persone che vogliono intraprendere una vacanza in Madagascar questo villaggio (Voi Amarina resort Francorosso) dove siamo stati veramente bene e non solo per il cibo ma per tutto. Trattati divinamente in posti meravigliosi.



 E dove ci siamo sentiti molto fortunati. Non dimentichiamo che eravamo in Africa in un'oasi turistica. La popolazione locale non gode affatto di questi privilegi e il contrasto è enorme. Tuttavia queste persone hanno insegnato a noi ad essere sempre positivi nonostante tutto. E per questo li ringrazio.

"Se possiedi un solo dente sorridi almeno con quello"  (Proverbio malgascio)







domenica 12 novembre 2017

Pennette al salmone (a modo mio)

Perchè un piatto sia buono non è detto che debba necessariamente avere una preparazione elaborata. Questa è una ricettina semplice semplice ma che da sempre ottimi risultati. La particolarità rispetto alla ricetta classica sta nell'uso dell'arancia e del wisky.






Ingredienti

per 4 persone:

350 gr. di pennette
salmone affumicato
 il succo di una arancia
panna da cucina
1/2 bicchierino da chupito di wisky
una noce di burro
sale e pepe qb
a piacere aneto fresco qb

Procedimento:
 Mettete a bollire l'acqua  per la pasta.  Poi in una padella fate  fondere una noce di burro e un pò di pepe. Quindi unite il salmone che avrete tagliato a pezzetti.





Quando il salmone sarà ben rosolato sfumate con il 1/2 bicchierino di wisky e lasciate evaporare.


 Unite il succo dell'arancia, togliete dalla padella il salmone e quando il succo si sarà ridotto unite la panna e poi il salmone.



Scolate la pasta al dente e conditela con questo sughetto. A piacere potete spolverare con aneto fresco. Buon appetito!



"La vita è una combinazione di magia e pasta" (Federico Fellini)





domenica 5 novembre 2017

Omaggio alla tradizione cremonese

1 novembre
Fra i primi freddi della stagione e una leggera nebbiolina ci accoglie un  profumino che invita a salire in casa, la pentola sul fuoco, come un calderone magico esala il suo richiamo borbottando allegramente...


E al suo interno... i fagiolini con le cotiche, l' antico piatto contadino preparato da Angela e Bruno che hanno saputo interpretare alla perfezione la ricetta tradizionale cremonese aggiungendo anche dei personali accorgimenti, come la doppia schiumatura e l'aggiunta della trippa e dei durelli di pollo oltre alla cotenna del maiale. Inoltre, le verdure utilizzate provenivano dall'orto dando quel tocco in più ad un piatto già delizioso, caldo e fumante da leccarsi i baffi...

  

Le verdure dell'orto sono state anche adoperate per la preparazione di alcune salse buonissime e particolari come ad esempio l'insalata capricciosa in maionese di senape o le conserve di funghi porcini e chiodini raccolti in montagna. Per finire non si può non elogiare la fantastica torta sbrisolona che ha completato questo viaggio nella storia e nella tradizione.


 

"Sono le cose più semplici a darmi le idee. Un piatto in cui un contadino mangia la sua minestra, l'amo molto di più dei piatti ridicolmente preziosi." (Joan Mirò)