a cena con me

martedì 17 ottobre 2017

Il fritto misto di Pina

Friggere lo sappiamo fare tutti, d'accordo. Ma friggere bene è un'arte. Quello che credo faccia la differenza fra un buon fritto e l'altro, oltre al gusto  è la digeribilità. E qualche volta ammettiamolo pure, dobbiamo dare anche soddisfazione al palato e quindi... (staremo un po a dieta il giorno dopo) ma come si fa a resistere davanti a un fritto misto che aspetta solo di essere mangiato? Il fritto misto di pesce che preferisco in assoluto è quello di Pina, che oltre ad essere molto buono, è leggero. E perciò da soddisfazione. Oltre ad essere preparato con amore per tutta la famiglia, il segreto di questo fritto è molto semplice, i pesci: gamberi, totani e calamari, vengono fritti separatamente e l'olio viene sempre cambiato. Una piccola alchimia di mani esperte che sa rendere un piatto tanto semplice qualcosa di squisito.

"Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene"  (Wirginia Woolf)


il fritto misto di Pina

Vino di accompagnamento Berlucchi brut


domenica 15 ottobre 2017

Fra funghi e tartufo

Inizio il mio blog parlandovi di una cena, non in un ristorante, non in casa di amici o parenti ma in un enoteca, più precisamente all'enoteca Catullo di Cremona.  Roberto, il proprietario, che è stato ristoratore, ora ha sviluppato talmente tanto le sue passioni da essere diventato affinatore di formaggi e stagionatore di salumi, in particolare di culatello. Di tanto in tanto nella sua enoteca organizza delle serate di degustazione sui vari prodotti, questa in particolare era dedicata ai funghi e al tartufo, doni preziosi che l'autunno ci regala e che io amo in modo particolare. La cena è iniziata con un antipasto fatto con un'insalata di funghi porcini e scaglie di tartufo bianco dove si potevano sentire tutti i profumi del bosco, una frittatina con porcini e finferli e una schiacciatina con spuma di foie gras e scaglie di tartufo, il tutto accompagnato con un bicchiere di trebbiano d'Abruzzo (della cantina "Emidio Pepe").





IL primo piatto era una vellutata di funghi con chips di bacon croccante.  Questa vellutata è stata fatta con sei tipi di funghi e la sua particolarità era la consistenza, così setosa che ti invogliava a mangiarne ancora..vino di accompagnamento: Lagrein(riserva Taberdella cantina santa Magdalena)





Abbiamo proseguito poi con bocconcini di cosciotto di capriolo stufato nel Nebbiolo con funghi misti e polenta accompagnato da un Barolo Chabot Mentin Ginestra della cantina Domenico Clerico.




 Per finire in bellezza ci è stata servita una charlotte di castagne e fico dottato che si sposava benissimo con uno Chateau Rieussec Magnum Sauternes de Fargues.



 Non è la prima volta che partecipo ad una serata di questo tipo e anche questa volta devo dire che  è stata un successo. Infatti, al di la di apprezzare il menù strepitoso, io tutto questo lo definirei un percorso di gusto, un'esperienza dei sensi. E il cenare vicino alla persona che sta cucinando e che ti spiega quello che stai per mangiare ti permette anche di fare delle domande e appagare alcune curiosità. Per esempio ho scoperto che il segreto della consistenza della vellutata era nello strumento usato per passarla. Il fatto poi che queste serate sono a numero chiuso e quindi si è in poche persone sedute tutte intorno ad un unico tavolo mi fa sentire in un ambiente informale, come essere a casa di amici.

"L'unico modo per resistere alle tentazioni è cedervi" (O. Wilde)